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Manuale sulla climatizzazione

L'installazione:
Sistema di controllo di regolazione

Esiste nei climatizzatori De' Longhi un sistema che fa partire ed arrestare il funzionamento e lo spegne se qualcosa non funziona e che regola la temperatura dell'ambiente che si vuole climatizzare.
Concettualmente il sistema è semplicissimo; c'è un termostato che sente la temperatura dell'aria interna e la paragona con la temperatura che l'utente ha impostato, se l'aria ambiente è più calda fa partire il compressore, altrimenti si limita a far circolare l'aria; vi sono poi dei sistemi che possono regolare le varie velocità dei ventilatori, gli orlogi programmatori ecc., tutte caratteristiche che aumentano il comfort generale del sistema. A questo si aggiungono dei sistemi di sicurezza che impediscono alla macchina di funzionare in modo non corretto e prevenire così rotture. Naturalmente nel caso di climatizzatori poiché sono composti da due sezioni separate oltre alle tubazioni che portano il refrigerante avanti e indietro, vi devono essere dei cavi elettrici che consentano il dialogo fra le due parti. In particolare vi sono dei cavi che portano l'alimentazione ed un gruppo di cavetti più piccoli per i segnali di funzionamento ed allarme, tre o più a seconda che si tratti di una macchina solo freddo o di una pompa di calore e del modello specifico.
Il telecomando, ormai praticamente su tutti i climatizzatori a parete, consente all'utente un più comodo approccio al sistema, talvolta anche con notevoli sofisticazioni.

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I collegamenti

I collegamenti tra unità interna ed esterna consistono in due tubi di rame ed una serie di cavi elettrici e di ciascuno segue una breve descrizione:

1)Tubo di mandate (liquido)
E' il più piccolo dei due ed è quello che deve portare il refrigerante liquido e a bassa pressione alla unità interna; infatti il refrigerante liquido a parità di peso occupa molto meno volume che se fosse allo stato gassoso.
In quelle condizioni di pressione il refrigerante liquido tende a bollire alla temperatura di circa 5 gradi e quindi a rubare calore dove possibile; si deve quindi porre particolare attenzione alla coibentazione di questa tubazione per due motivi:

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-tutto il freddo che viene trasmesso attraverso l'isolante prima di arrivare alla unità interna è tutto freddo perso dal punto di vista della utilizzazione.
-se l'isolamento non è più che buono si forma sicuramente della condensa sulla tubazione con gocce o macchie e relativi danni.

2)Tubo di ritorno (gas)
E' il più grande dei due ed è quello che deve riportare il refrigerante, divenuto gas, alla unità motocondensante.
L'isolamento di questa tubazione è altrettanto importante di quello della tubazione di mandata per evitare la formazione di condensa ed un anomalo surriscaldamento del gas in arrivo al compressore.

3)Cavi di potenza
Sono due cavi in cui passa la alimentazione elettrica e sono in genere contrassegnate con le lettere L (fase) N (neutro); vi è un terzo cavo di colore giallo/verde T che è il cavo di terra e che va collegato all'apposito morsetto.

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L'installazione standard

E' difficile dare una definizione di installazione standard, ma certamente è possibile definire delle caratteristiche "normali".
-Unità interna sulla parete prospicente ad un terrazzo o simile
-Unità esterna con sufficiente spazio libero intorno
-Distanza tra le due unità non superiore a 5 mt (consentita senza aggiunta di refrigerante)
-Possibilità di scarico diretto della condensa
-Possibilità di effettuare il foro per il passaggio dei tubi nel punto più comodo
-Accessibilità e facilità di trasporto e movimentazione della macchina e delle persone.
Date queste condizioni una squadra di due persone normalmente esperta e con le opportune attrezzature monta un climatizzatore in 4-5 ore lavorative.

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L'installazione speciale

Le installazioni speciali sono quelle che, ovviamente, non rispettano una o più delle condizioni citate al punto precedente.
Le difficoltà che più spesso si incontrano possono essere:
-Differenza di livello  tra le due unità oltre i 3 mt
-Distanza tra le due unità fino a 10 mt (consentita con aggiunta di refrigerante)
-Necessità di installare una pompa per evacuazione della condensa a causa del superamento di un ostacolo
-Percorso particolare delle tubazioni
-Necessità di impalcature

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L'installazione dell'unità interna

Nell'installazione dell'unità interna si deve porre attenzione a quanto segue:
-Si devono lasciare ai lati e sopra delle distanze minime per poter materialmente mettere le mani nel momento in cui si deve chiudere o aprire il coperchio della macchina.
-Verificare che vi sia spazio per le tubazioni di collegamento, che non vi siano ostacoli e che la tubazione dello scarico condensa abbia pendenza sufficiente.
-Verificare che la presa elettrica a cui connettersi sia efficiente e che i cavi abbiano la sezione minima adeguata alla potenza elettrica della macchina in questione e vi sia il conduttore di terra o un interruttore differenziale a monte e sia efficace.
-Appoggiare la piastra di installazione al muro e segnare dove devono essere fatte le forature sia per i tasselli che per le tubazioni di collegamento.
Agganciare l'unità interna alla piastra.

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L'installazione dell'unità esterna

L'installazione dell'unità esterna richiede diversi accorgimenti, dalla scelta del luogo all'orientamento, ai sostegni.

A)Luogo aperto
L'unità esterna deve essere posizionata il più vicino possibile all'unità interna e possibilmente su di un balcone o terrazzo adiacente al locale da climatizzare e con differenze di livello che non eccedano i limiti dati dalla casa; porre attenzione a quanto segue:
l'unità deve essere appoggiata in piano o fissata a staffe lungo una parete sempre tramite antivibranti.
-il flusso d'aria che fuoriesce dal ventilatore deve avere spazio sufficiente per essere smaltito.
-ai lati e dietro la macchina è necessario garantire l'ingresso dell'aria (min. 10 cm).
-dal lato attacchi ci deve essere spazio sufficiente per poter lavorare.
-se vi sono finestre dal lato opposto della strada, girare la macchina in modo che il cono di rumore emesso non vada a disturbare i vicini.
-in località di mare dove il vento ha una direzione ben definita posizionare l'unità in modo che la direzione del flusso d'aria sia ortogonale al vento e non nella stessa direzione.
-se si usano le staffe di sospensione porre attenzione che la macchina non possa essere urtata.
-se si usano staffe di sospensione cercare di non mettere la macchina al centro di una parete; infatti una parete funziona, dal punto di vista acustico, come una membrana di tamburo e amplifica le eventuali vibrazioni che riceve nella parte centrale.
-evitare gocciolamenti di condensa su passanti e fare particolare attenzione agli sbrinamenti delle pompe di calore.

B) Luogo chiuso
Evitare, nei limiti del possibile, l'installazione in luogo chiuso o semichiuso; se se proprio si è costretti si faccia attenzione a quanto segue:
-l'unità aspira aria calda ad una certa temperatura e la scarica riscaldata; ciò vuol dire che non può ricircolare sempre la stessa aria come avverrebbe in un ambiente chiuso, perché altrimenti questo ambiente si riscalderebbe sempre più fino a non poter più raffreddare il condensatore e mandare in blocco il sistema. Per questa ragione si deve fare in modo che l'unità aspiri aria sempre "fresca" e scarichi all'esterno l'aria riscaldata. Ad esempio in un sottotetto si può porre l'unità affacciata ad un foro di adeguate dimensioni che guarda all'esterno ma deve creare anche un'apertura in modo tale che sia garantita la circolazione dell'aria.

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Le tubazioni di collegamento

Le tubazioni di collegamento e la loro funzione sono già state oggetto di discussione e pertanto, dando per acquisito quanto segue in precedenza, si possono fare le seguenti considerazioni:

A) Lunghezza
Tutti i climatizzatori hanno una lunghezza massima per le tubazioni di collegamento.
Il refrigerante nel suo percorso all'interno delle tubazioni, come qualsiasi fluido, è soggetto ad una perdita di carico, cioè spende dell'energia per essere costretto a compiere un certo percorso con certi attriti e quindi tutta l'energia spesa per questa ragione non è più disponibile per l'effetto raffreddante.
Allora è ragionevole che le case costruttrici impongano una lunghezza massima al di sotto della quale garantiscono le rese e le regolarità del funzionamento, ma è anche vero che si può adoperare con lunghezze un pò più superiori, purché siano prese determinate precauzioni e si sappia che le rese frigorifere possono diminuire anche sensibilmente.
Ancora si deve precisare che ciascuna curva della tubazione equivale, dal punto di vista delle perdite di carico, ad un metro o più di tubazione diritta; è evidente quindi che le curve devono essere in numero più basso possibile e con il raggio più largo possibile.
Si è detto anche,parlando del lubrificante, che esso circola all'interno del sistema facendo un percorso chiuso; parte del compressore, va al condensatore, viene sciolto nel refrigerante allo stato liquido, viene recuperato sotto forma di nebbia dall'evaporatore e ricondotto al compressore.
In realtà un certo numero di microgocce, sbattendo contro le pareti del tubo, vi aderiscono sotto forma di vere gocce di olio liquido.
Nel caso di installazione dell'unità motocondensante più in alto rispetto alla unità interna, il fenomeno del ritorno dell'olio diviene critico; per tratte verticali fino a circa 3 mt non vi sono eccessivi problemi, ma per tratti superiori (max 5 mt) si deve ricorrere a dei sifoni sulla tubazione di ritorno che ricevano l'olio che cola sulle pareti e, al riempimento del sifone, il tappo di olio che si è formato verrà "sparato" in alto dal gas. E' evidente che quest'ultimo accorgimento, cioè la sifonatura della tubazione di ritorno, comporta un notevole dispendio di energia che, come sempre, viene sottratta all'effetto refrigerante e di questo si deve tenere grande conto.

B)Caratteristiche del tubo
Del diametro delle tubazioni di collegamento si è già parlato in precedenza, vediamo qui le altre caratteristiche richieste a questo materiale:
-il tubo deve essere di ottima qualità e adatto per refrigerazione mentre è sconsigliato l'utilizzo del tubo di rame per applicazioni idrosanitarie; infatti piccole porosità che non disturbano nel caso di passaggio di acqua, non sono accettabili in questo caso perché il refrigerante è in grado di insinuarsi e scappare da fori così piccoli che l'acqua non può insinuarsi.
-il tubo deve essere pulito, infatti anche piccolissime impurità che dovessero entrare nel circuito della macchina finirebbero per andare o a rovinare  il compressore, o ad ostruire il foro del capillare (il diametro di passaggio è inferiore al millimetro) causando il blocco della macchina o altri malfunzionamenti.
-il tubo deve essere isolato con materiale a cellule chiuse di diametro adeguato.

C)Preparazione delle tubazioni di collegamento
Misurare la lunghezza effettiva dei collegamenti e svolgere la quantità necessaria dal rotolo (tenersi abbondanti!).   
-Con l'apposita pinza effettuare due sigillature nel tubo, una immediatamente prima e una immediatamente dopo il punto in cui si deve effettuare il taglio, in questo modo si è sicuri che nessuna impurità potrà entrare né nelle tubazioni né nel rotolo.
-Con il tagliatubi a rotella effettuare il taglio, per maggior sicurezza schiacciare ancora le estremità con la pinza e chiuderle con dl nastro adesivo; in questo modo si potrà far passare il tubo anche attraverso fori pieni di detriti e sabbia senza che vi sia il minimo pericolo; inoltre rimane sigillata la estremità del rotolo e pronta per una nuova installazione.
-Mettere in posizione le tubazioni piegandole e chiudendole nelle apposite canalette.
-Quando tutto è pronto procedere a tagliare una delle estremità schiacciate con il tagliatubi a rotella.
-Tenendo in basso la bocca del tubo sbavare con l'attrezzo apposito (in questo modo i trucioli non cadono nell'interno del tubo).
-Inserire i bocchettoni situati sulle macchine.
-Con l'attrezzo flangiatubi fare la flangia e provare per vedere che si adatti bene al rispettivo attacco.
-Lubrificare con una goccia di olio da compressore la flangia prima di fissarla al suo bocchettone.
-Ripetere questa operazione per tutte e quattro le estremità.
N.B. : è importante che ciascuna flangia venga fissata e chiusa immediatamente dopo essere stata fatta, in questo modo non si crea l'occasione perché eventuali impurità entrino all'interno.

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La procedura di collegamento

Una volta preparate le tubazioni di collegamento, si può procedere ponendo attenzione ad eseguire le operazioni nell'ordine seguente:
-svitare i bocchettoni degli attacchi posti sui tubi della unità interna.
-svitare i bocchettoni delle valvole della unità esterna ma non aprire le valvole! 
-
collegare lo scarico condensa con la tubazione che vi sarete predisposta in anticipo.

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-Svitare i tappi ciechi delle due valvole poste sulla unità motocondensante, utilizzare chiavi fisse o regolabili, MAI pinze o simili.
-Svitare il tappo cieco della valvolina di servizio (5) posta sul rubinetto di dimensioni maggiori (ritorno del gas).
-Allacciare a questa valvolina il tubo celeste o blu del gruppo manometrico.

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-Allacciare il tubo giallo corrispondente al rubinetto Vacuum del gruppo manometrico all'apposito attacco della pompa da vuoto.

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La procedura di messa a vuoto

L'operazione di vuotatura di un impianto è indispensabile per estrarre dal circuito l'aria atmosferica ed il vapore d'acqua che essa contiene o che si è depositato per condensazione all'interno del circuito.
La presenza anche di piccole quantità di acqua nel circuito, può comportare:
-il blocco delle valvole o del capillare
-fenomeni di corrosione chimica dell'impianto.
La presenza d'aria nel circuito può inoltre comportare:
-un aumento della pressione di mandata del compressore, e quindi del lavoro richiesto a parità di effetto frigorifero, e di conseguenza un aumento delle temperature di funzionamento del compressore
-una diminuzione del coefficiente di scambio termico.

Operazioni da eseguire
-Aprire il rubinetto celeste LOW del gruppo manometrico.
-Aprire il rubinetto giallo Vacuum del gruppo manometrico.
-Accertarsi che tutti gli altri rubinetti del gruppo manometrico siano chiusi.
-In questo modo si è messa in comunicazione la parte di circuito frigorifero che va dalla motocondensante alla unità interna e ritorno, con la pompa da vuoto tramite il gruppo manometrico.
-Verificare che il manometro di bassa, quello celeste fondo scala 10 bar, sia su 0 bar (oppure 1 atm).
-Accendere la pompa a vuoto.
-Verificare che entro pochi secondi il manometro di bassa scenda sotto 0 bar.
-Entro due o tre minuti, in funzione della lunghezza delle tubazioni, il manometro deve segnare -1 bar (0 atm), si nota un cambiamento di rumore nella pompa da vuoto quando tutta l'aria è stata espulsa.
-Se questo non succede vuole dire che entra aria da qualche connessione, spegnere la pompa da vuoto, verificare il serraggio di tutte e ripartire con la procedura del vuoto.
-Lasciare la pompa del vuoto in funzione per almeno 15 minuti con il manometro che segna costantemente -1 bar (0 atm).
-Chiudere il rubinetto celeste LOW.
-Chiudere il rubinetto giallo Vacuum.
-Spegnere la pompa da vuoto.
-Attendere almeno 5 minuti verificando se per caso il manometro di bassa che era -1 bar non tenda a risalire.
-Se il manometro tende a risalire vuol dire che entra un poco di aria e che è necessario allentare le giunzioni, mettere un goccio di olio, serrare accuratamente e ripetere la intera procedura di messa a vuoto.
-Se il manometro non risale vuol dire che non entra aria.

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L'aggiunta di gas refrigerante

-Con la chiave a brugola aprire completamente lo stelo del rubinetto e di seguito ripetere l'operazione con il rubinetto.
-Fatti i collegamenti elettrici come indicato sulle istruzioni il climatizzatore è pronto a funzionare.
Nel caso di impianti con tubazioni di lunghezza superiore ai 5 mt è necessario effettuare una aggiunta di gas refrigerante nella quantità riportata sulle specifiche tecniche a corredo dei climatizzatori. Per la procedura vedi paragrafo "centralina di vuoto e carica".

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Recupero di gas refrigerante

-Chiudere con la chiave a brugola lo stelo della valvola, quella piccola.
-Aprire con la chiave a brugola la valvola, quella più grande (se non aperta).
-Accendere la macchina in modo che parta il compressore.
-La pressione indicata dal manometro di bassa (celeste) scenderà rapidamente fino a portarsi a -1 bar, occorre circa un minuto.
-Chiudere la valvola.
-Spegnere la macchina in modo da fermare il compressore.
-In questo modo il compressore, agendo quasi come una pompa da vuoto, avrà riportato il refrigerante, che era nella parte di circuito dalla motocondensatrice alla unità interna e ritorno, all'interno della unità esterna stessa.
-Operazione da farsi in funzionamento a freddo e non in pompa di calore.

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